Punico-Fenicia - modellismo navale

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NAVE PUNICO - FENICIA


La flotta Punico-fenicia (praticamente i punici continuarono la storia dei fenici) era la più grande del periodo.
Questo perchè nel loro territorio abbondava la materia prima per la costruzione delle navi: cedri e pini.
E, fattore importantissimo, apportarono grandi innovazioni nell'arte della navigazione come ad esempio l'invenzione della chiglia che, andando per tutta la lunghezza della nave la rendeva stabile nella navigazione e resistente alle solleccitazioni che il navigare procurava alle strutture della nave. Altra grande innovazione fu che per primi dotarono la nave di pareti laterali. Queste pareti protegevano gli uomini e le merci dall'acqua del mare. Pare che furono i primi ad utilizzare l'ancora nell'eccezione che ancora si usa.
Come tutti in quel periodo, anche le navi fenice, navigavano di giorno seguendo la costa e di notte cercavano un posto riparato per aspettare l'alba e continuare. Questo navigare rendeva obbligatorio che si avessero dei posti sicuri per approdare durante la notte. Si crearono i primi avamposti che poi divennero città: Beirut, Drepanon (Trapani), Caralis (Cagliari) e tante altre. Col tempo si resero conto che una stella rimaneva sempre ferma nella notte stellata: era la stella polare. Impararono a navigare prendendo come punto di riferimento questa stella.
L'espansione dei fenici era di carattere commerciale, cioè ingrandirono la loro zona di influenza non con le armi ma con il commercio: quando arrivavano in una città cercavano di prendere accordi commerciali e installare una loro colonia per continuare ad avere contatti con questa terra.
Secondo quanto ci dice Diodoro Siculo acquisirono enormi ricchezze, fondarono numerose colonie e navigarono anche oltre le colonne d Ercole.

La flotta fenicia era divisa nettamente per quanto riguarda i ruoli che le navi esercitavano.
Da una parte c'erano le navi da guerra che erano lunghe e abbastanza snelle quindi agili nelle manovre. La più grande, e probabilmente anche antoca, era la cosiddetta Pentecontera, che era lunga circa 25 metri e larga circa quattro. Navigava sia con una vela rettangolare che con i remi, ma quando iniziava a manovrare in combattimento si usavano solo i remi e la vela veniva ammainata. Di solito l'equipaggio era formato da 50 rematori (25 per ogni lato), dagli addetti alla vela, dal capitano, dela timoniere e pilota e da un flautista che doveva dare il tempo ai rematori. Successivamente in queste navi furono imbarcati anche dei soldati per gli abordaggi, il loro numero è abbastanza diffuso ma comunque tra i 40 e 70.
L'altra parte della flotta era costituita dalle navi commerciali. La loro forma era piuttosto rotondeggiante, tanto che i greci le chiamavano "gauloi" che tradotto significa "rotonde". I fenici chiamavano le loro imbarcazioni commerciali "golah" (forse da questo nome deriva il termine italiano "goletta".La loro lunghezza variava dai 20 ai 30 metri e la loro larghezza dai 4 ai 7 metri. La poppa poteva terminare con una decorazione a spirale oppure a coda di pesce, mentre la prua poteva essere priva di polena o, specialmente nelle navi fenice poteva riprodurre la testa di un cavallo. Queste navi si muovevano esclusivamente a vela.

IL MODELLO

 
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