Bireme greca - modellismo navale

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BIREME GRECA


Ai tempi della colonizzazione greca del Mediterraneo occidentale (VIII-VII secolo a.C.) le flotte erano costituite da due tipi di nave: quelle tonde e panciute che servivano per il trasporto delle mercanzie e quelle lunghe e strette, piu' veloci e agili, che erano utilizzate a scopo militare. Questa distinzione risale almeno al 1500 a.C.. Nel tempo i tipi di nave e le tecniche di costruzione vennero perfezionate.
Esse comunque avevano una lunghezza che si aggirava intorno ai quindici metri (come dimostra il relitto di una nave greca del IV secolo a.C. ritrovato a Porticello nei pressi di Reggio Calabria nel 1970). Spesso i legni da carico, dovendo affrontare viaggi rischiosi, erano una combinazione di nave mercantile e di nave da guerra, dotati di equipaggio relativamente numeroso in grado di vogare, in caso di bonaccia, e di combattere, in occasione di azioni piratesche. La forza di propulsione delle navi onerarie era comunque la vela. Gli scafi appaiono dotati di una specie di rostro, che puo' essere considerato un tagliamare utile per migliorare le qualita' nautiche.
Trasformazioni piu' complesse della trireme sono le quadriremi e le quinqueremi, costruite dai Greci di Siracusa nel IV secolo a.C.
La bireme del V secolo aveva presumibilmente una lunghezza di ventiquattro-venticinque metri e una larghezza di poco superiore ai tre metri. Le triremi invece misuravano circa quaranta metri di lunghezza e sei metri per la larghezza. Cio' e' stato desunto dagli scavi effettuati nella zona del Pireo, che hanno portato alla luce ricoveri per triremi costruiti nel V-IV secolo a.C. La bireme del IV secolo a.C. era lunga venti metri e larga due metri e cinquanta: era piu' piccola quindi della bireme del V secolo, ma presentava il vantaggio di essere piu' robusta e piu' facilmente manovrabile.
La trireme aveva 170 vogatori e l'aspetto sul quale si e' maggiormente appuntata l'attenzione degli studiosi e' sempre stato quello del remeggio. Un noto bassorilievo dell'Acropoli di Atene mostra la disposizione dei remi su tre livelli. Secondo alcuni studiosi, pero', tale immagine non costituisce una prova sicura dell'esistenza effettiva dei tre ordini di remi sovrapposti, potendosi trattare di una rappresentazione fantastica in luogo di quella , ritenuta piu' realistica, con tre rematori su un unico remo.

IL MODELLO

 
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