Barca Nuragica - modellismo navale

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i miei modelli

Barcone nuragico


Parlare, o peggio ancora, scrivere sulle navi sarde antiche non è cosa facile. Questo perchè di scritto, e quindi di relativamente certo, è rimasto poco o nulla. Non rimane che fare un lavoro di deduzione utilizzando ciò che la storia ci ha lasciato (nuraghe, bronzetti, etc.) e quello che la storia ha lasciato agli altri e che riguarda anche la storia sarda antica.
Lavoro non facile perchè si entra nel campo delle interpretazioni, cioè in un campo soggettivo.
Sulla storia sarda ci lavora fior di studiosi, primo fra tutti Giovanni Lilliu che ha dedicato la sua vita allo studio della Sardegna antica, Lo Schiavo, che si è anche interessato allo studio dei bronzetti raffiguranti le imbarcazioni, e tanti altri.
Ma sulle navi nulla di determinante per fornirci indicazioni precise.
Sicuramente che i sardi navigassero, essendo in un'isola, non ci dovrebbero essere molti dubbi. Il problema è: navigavano su navi di altri popoli (ad esempio punici o fenici) come marinai o i sardi avevano una propria flotta? Come al solito solo supposizioni.
Come supposizioni si possono fare per come erano costruite e con che tipo di legno.
Abbiamo tanti bronzetti. Ciò non ci aiutano per il tipo di materiale usato dalle navi dal monento che sono fatti in bronzo; ci possono dare un indizio sulla forma. Ma anche sulla forma bisogna poi fare i conti, cioè se una nave vera con quelle forme fosse poi in grado di navigare.
Tutti i bronzetti, o quasi, raffiguranti navi hanno all'estremità dell'albero un grande cerchio. Perchè? Molti studiosi sostengono che in quel cerchio si infilasse il pennone dell'unica vela che la nave possedeva. Al sottoscritto pare una forzatura questa spiegazione. Avere un pennone che non può essere tirato giù, o tirarlo giù con difficoltà, in mare può essere molto pericoloso. Specialmente se si solleva un vento contrario alla navigazione e il mare è molto mosso.
Forse è più logico pensare che i bronzetti avessero una funzione di ex voto o di offerta religiosa. In tale caso l'anello in cima all'albero poteva essere semplicemente il posto dove si appendeva il manufatto.
Altra spiegazione abbastanza logica sarebbe che i bronzetti non fossero altro che delle lampade ad olio e il gancio serviva per appenderle al muro o per essere trasportate senza scottarsi.
Insomma una cosa è sicura: non erano i modellini che poi servivano per la costruzione della nave vera. Questo ci porta a considerare che il bronzetto non doveva rappresentare le navi ma l'idea della nave, che sono cose molte diverse.
Per la costruzione dei modelli presenti nella mostra si è partiti dalle forme dei bronzetti e ricostruendole secondo le tecniche del tempo, per quel poco che si è riusciti a trovare nella letteratura. Dopo numerose prove, anche di navigazione nella vasca, si è riuscito a trovare una forma che non si inclinasse, fino a rovesciarsi quando si riproduceva il mare mosso.
Sia il barcone che la nave hanno la chiglia è piatta. Ciò significa che non sono barche idonee ad affrontare il mare aperto ma solo per il trasporto costiero.

IL MODELLO

 
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